M/Y URSUS ⇒ M/Y Ursus 2

La storia dietro il progetto: M/Y Ursus diventa M/Y URSUS 2

  • Costruttore originale: Acico Yachts (2013 - 2015)
  • Cantiere / gestione del refit: Balk Shipyard (2022 - 2025)
  • Architettura navale: Mulder Design (2022)
  • Build Captain: Eric P. Stammel (dal 2019 ⇒)
  • Rappresentante dell’Armatore: Eric P. Stammel (dal 2019 ⇒)
 

 

Alcuni yacht vengono costruiti, varati e iniziano la loro vita in mare.

E poi ci sono imbarcazioni come Ursus.


La storia di Ursus non parla soltanto di acciaio, tecnologia e design. è la storia di una visione messa alla prova dalla realtà, di difficoltà tecniche, decisioni complesse e momenti in cui arrendersi sarebbe stato comprensibile.

Ma soprattutto, è la storia di persone che hanno scelto di non farlo.

2013 - L’inizio di un sogno

L’11 agosto 2013, nei Paesi Bassi, venne impostata la chiglia di un nuovo explorer yacht. Il progetto Bandido 80 prevedeva uno yacht di circa 24 metri, dotato di un sofisticato sistema di propulsione diesel-elettrico con azipod.

Era l’inizio di un progetto ambizioso. Ma già dopo il varo emersero i primi segnali che qualcosa non funzionava come previsto.

Ursus risultava eccessivamente appruata e le prime prove in mare evidenziarono importanti problemi di stabilità direzionale e prestazioni.

Seguirono modifiche alla prua, interventi sulla poppa e ripetuti spostamenti della zavorra. Ogni tentativo aggiungeva complessità e peso, senza risolvere definitivamente il problema.

Poi arrivò un ulteriore colpo: il cantiere originale divenne insolvente.

Un progetto fatto di compromessi

Ursus incorporava idee innovative, ma alcune di esse si dimostrarono molto meno convincenti in mare di quanto fossero sembrate sulla carta.

Dal sistema di ancoraggio al garage prodiero, dal beach club alla distribuzione dei pesi, l’esperienza portò a una conclusione fondamentale:

Un buon design deve fare molto più che apparire bello. Deve funzionare in mare.

2018 - I problemi vanno oltre lo scafo

Quando Ursus si trovava presso Balk Shipyard a Urk, divenne evidente che le criticità non riguardavano soltanto lo scafo.

Impianti elettrici ed elettronici, climatizzazione, navigazione, stabilizzatori, passerella e sistema di propulsione richiedevano un’analisi approfondita.

Particolarmente complessa era la propulsione: una soluzione azipod specifica per il progetto, composta da componenti di diversi produttori.

Sistemi di questa complessità richiedono una responsabilità tecnica complessiva: qualcuno deve garantire che componenti singolarmente funzionanti diventino un unico sistema affidabile.

Le successive prove in mare confermarono che Ursus riusciva ormai a mantenere la rotta, ma raggiungeva soltanto circa otto nodi rispetto ai dodici previsti.

Il problema successivo fu la cavitazione delle eliche. Gli azipod vennero quindi ruotati di 180 gradi e convertiti da configurazione push a pull, con conseguenti modifiche a eliche, software, autopilota e sistema di posizionamento dinamico.

2019 - Finalmente Mallorca

Nel maggio 2019, quasi sei anni dopo l’impostazione della chiglia, Ursus raggiunse finalmente Mallorca.

Dopo anni di ritardi e interventi tecnici, gli armatori poterono finalmente utilizzare il proprio yacht.

Ma durante un viaggio a Ibiza emersero nuovamente problemi alla propulsione. Uno degli azipod ruotò improvvisamente fuori posizione.

Ursus rientrò in sicurezza.

La fiducia, però, era ormai seriamente compromessa.

Due minuti che cambiarono tutto

Nel dicembre 2019, quando ero già direttamente coinvolto nel progetto, Ursus doveva essere trasferita da Palma a Barcellona per lavori di cantiere.

Durante la navigazione iniziarono improvvisamente gli allarmi:
  • Temperatura elevata sull’azipod di sinistra.
  • Temperatura elevata sull’azipod di dritta.
  • Ingresso d’acqua nell’azipod di sinistra.
  • Ingresso d’acqua nell’azipod di dritta.
Nel giro di pochissimo tempo, l’intero sistema di propulsione cessò di funzionare.

Con l’aiuto dell’elica di prua riuscimmo a mantenere Ursus sotto controllo. Uno dei pod poté infine essere riattivato e tornammo lentamente a Palma, dove venne organizzato un alaggio d’emergenza.

A terra divenne evidente la gravità della situazione.

Entrambi gli azipod erano pieni d’acqua e praticamente irrecuperabili.

Dopo sei anni, Ursus era nuovamente a terra, senza una propulsione principale funzionante e con prestazioni ancora molto lontane da quelle originariamente previste.

Era il momento in cui arrendersi sarebbe stato comprensibile.

Una fine diventa un nuovo inizio

Poi arrivò il COVID.

Per Ursus, quel periodo di fermo offrì qualcosa di fondamentale: tempo.

Tempo per analizzare.
Tempo per pianificare.
Tempo per ripensare completamente il progetto.

La domanda non era più come riparare Ursus ancora una volta.

La domanda era: perché non reinventarla?

Il ritorno a Balk Shipyard

Dopo ulteriori studi e concept, venne presa una decisione determinante: Ursus sarebbe tornata a Urk, presso Balk Shipyard.

Arrivò nel dicembre 2022, nel cuore della notte, senza generatore e senza riscaldamento.

Non fu un inizio glamour.

Ma fu l’inizio della sua seconda vita.

La nascita di Ursus 2

Inizialmente, i concept prevedevano soprattutto un’estensione della poppa.

Poi nacque una domanda più radicale:

Perché allungare soltanto la poppa? Perché non anche la prua?

Per la prima volta, i disegni mostrarono quello che sarebbe diventato Ursus 2.

Furono presentate quattro varianti. L’armatore scelse il design numero 4.

Il salone e il sun deck vennero ulteriormente estesi.

Quello che era iniziato come un refit era ormai diventato un vero e proprio rebuild.

2023 - Il punto di non ritorno

Il 17 luglio 2023, i progetti diventarono realtà.

Ursus venne tagliata.

Sezioni dello yacht originale furono rimosse e vennero realizzate nuove parti dello scafo.

Nel febbraio 2024, le nuove sezioni furono installate con estrema precisione. I lavori sullo scafo vennero volontariamente eseguiti sotto la supervisione del Lloyd’s Register.

Ma la trasformazione andava ben oltre lo scafo.

Propulsione, impianti elettrici, navigazione, comunicazioni, rete di bordo, monitoraggio, illuminazione, stabilizzatori, passerella, plancia e flybridge furono riprogettati o profondamente modificati.

Ursus 2 non nacque semplicemente seguendo un piano prestabilito.

Nacque attraverso un processo continuo di pianificazione, verifica, decisione e perfezionamento.

Un nuovo yacht. Una nuova identità.

Una volta completati i lavori strutturali, trenta metri di scafo furono preparati per una finitura praticamente a specchio.

Mulder Design presentò diverse combinazioni cromatiche.

La scelta finale:
  • Scafo: Batumi Gold Metallic
  • Sovrastruttura: Bianco
  • Elementi laterali: Nero opaco
A seconda della luce, lo scafo passa dal grigio-argento all’oro fino a una calda tonalità ramata.

La vecchia Ursus era ormai diventata visibilmente qualcosa di nuovo.

9 gennaio 2025 - Di nuovo in acqua

Dopo due anni di intensi lavori di cantiere, arrivò finalmente il momento.

Ursus 2 era pronta.

Non più un disegno.
Non più un modello 3D.
Non più uno scafo diviso in sezioni.

Ma una nave.


Lentamente, Ursus 2 entrò in acqua.

Dopo una trasformazione di questa portata, rimanevano inevitabilmente alcune domande:

Sarebbe stata correttamente in assetto?
Sarebbe stata perfettamente stagna?
Teoria e realtà avrebbero finalmente coinciso?

Lo scafo toccò l’acqua.

Passarono alcuni secondi.

Perfettamente in assetto. Stabile. Stagna.

Il giorno seguente, 10 gennaio 2025, Ursus 2 venne battezzata dall’armatore e ufficialmente varata.

Ma uno yacht dimostra veramente ciò che vale soltanto in mare.

7 febbraio 2025 - La prima prova in mare

Dopo tutto ciò che era accaduto alla Ursus originale, quella prova aveva un significato particolare.

Mollammo gli ormeggi.

I nuovi pod risposero.

Fluidi. Precisi. Potenti.

Accelerazione. Virata. Arresto. Contromanovra.

Manovra dopo manovra, la tensione iniziò a svanire.

Il comportamento dell’imbarcazione non aveva quasi più nulla in comune con quello della vecchia Ursus.

Dopo ore sull’IJsselmeer, tornammo a Urk sotto pieno controllo.

Le cime furono assicurate.
I motori si spensero.

La prima prova in mare era stata un successo.

Ritorno a Mallorca

Seguirono mesi di test, ottimizzazione, documentazione e procedure amministrative.

Con una lunghezza superiore ai 30 metri, Ursus 2 era entrata anche in un quadro normativo completamente diverso rispetto alla precedente Ursus di 23,89 metri.

Il 3 dicembre 2025, Ursus 2 venne finalmente sbarcata ad Alcúdia.

Anche l’ultimo tratto verso Palma fu condizionato da vento e mare difficili.

Alle 23:30, le cime furono assicurate.

Motori spenti.

Silenzio.

Ursus era tornata a Mallorca.

Questa volta, però, come un’imbarcazione completamente trasformata.

Nata due volte.

Più di dodici anni separano l’impostazione della chiglia nell’agosto 2013 dal ritorno di Ursus 2 a Mallorca nel dicembre 2025.

Anni di speranze, difficoltà tecniche, decisioni complesse, insolvenza del cantiere, innumerevoli modifiche, un grave guasto alla propulsione, COVID e lunghi periodi a terra.

E infine, forse la decisione più importante di tutte:

Non arrendersi.

Per questo la storia di Ursus è molto più della storia di un refit.

Dimostra quanto possano divergere visione e realtà nella costruzione di uno yacht. Mostra quanto sia fondamentale una responsabilità tecnica complessiva e perché esperienza, pianificazione, comunicazione e fiducia siano importanti almeno quanto l’acciaio e la tecnologia.

Ma soprattutto, è una storia di persone.

Di armatori che hanno continuato a credere nella propria visione.

Di ingegneri, cantieri, tecnici, designer e artigiani che hanno trasformato un progetto in difficoltà in una nuova imbarcazione.

E di un team che, alla fine, ha potuto guardare uno yacht che probabilmente non sarebbe mai esistito in questa forma senza tutte le sfide affrontate lungo il percorso.

Forse è proprio questa la vera storia di Ursus.


La sua chiglia fu impostata nel 2013.



Ma è nata due volte.


Una volta come sogno.



E una seconda volta dalla decisione di non rinunciare a quel sogno.


Eric P. Stammel, Rappresentante dell’Armatore & Build Captain

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